Blog » 7 Febbraio 2010


La mia voce

domenica, 7 Febbraio 2010 - ore 22:39

“E dopo il bagliore del fulmine, il buio della notte profonda, la quiete non quieta del troppo: troppo vedere, troppo soffrire, troppo sapere. Non quiete del sonno, ma della breve morte: quando il dolore è eccessivo, bisogna morire un po’ per andare avanti.

Il mio albero – l’albero con cui ero cresciuta e la cui compagnia ero convinta mi avrebbe seguita in là con gli anni, l’albero sotto il quale pensavo avrei cresciuto i miei figli – era stato divelto. La sua caduta aveva trascinato con sé molte cose: il mio sonno, la mia allegria, la mia apparente spensieratezza.

Il crepitio del suo schianto, un’esplosione; un prima, un dopo; una luce diversa, il buio che si fa intermittente. Buio di giorno, buio di notte, buio nel pieno dell’estate. E, dal buio, una certezza: è il dolore la palude nella quale sono costretta a procedere.”

(Susanna Tamaro – Ascolta la mia voce)

Non prestatemi mai un libro, perché con molta probabilità non ve lo potrò restituire prima di quattro anni.

Sì, quattro anni ci ho impiegato per ritrovare questo libro acquistato nel 2006 e mai letto perché sepolto da una guida sulle polpette… (ehm?… ).

Quanto è strano però lo scorrere del tempo, a volte…

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