Blog » Febbraio 2008


Dimmi come baci… e ti dirò quanto vivrai!

lunedì, 11 Febbraio 2008 - ore 22:36

Gli anni passano… e la canzoncina di Bogart or veste di bianco quel circolare fruscio che segnò il bacio più lungo del cinema.

Bisbiglia, sussurra, mormora quella sua ritmica impertinente frequenza: è un frullatore solenne, ora, che ieratico all’infinito ammonisce “a kiss is just a kiss!”…

E così sia… per lui!

Noi però, che si è di altri tempi, invece del Grant e della Bergman chi abbiamo?

Abbiamo i ricercatori dell’università di Belfast (che il Signore li abbia in Gloria!!! 😀 … ) che passano la loro esistenza a studiare che cosa? Ma che il bacio è lo specchio dell’anima, naturalmente!

Tananananananaaaaaaaan!!!

Bene, decenni di ricerche per giungere a delle scoperte stravolgenti…

… il bacio allunga la vita!

Ebbene sì! E voi che state ancora lì attaccati al cellulareeeeeee…

… guardate che vi vengono due orecchie come il killerìn eh… ‘ttenziun!! 😛

Bene, uno studio tedesco dimostra che baciare il proprio partner ogni mattina allunga mediamente la vita di cinque anni.

Sembra che questo gesto predisponga positivamente ad affrontare i problemi e le difficoltà. Pare inoltre che sia pure possibile godere del beneficio di meno incidenti automobilistici, meno giornate di malattia sul lavoro e un salario più alto di chi non lo fa.

Mica male, no?

Altra profezia? Altra profezia!

Se quando si avvicina la persona da baciare volgete la testa a destra, significa – secondo Julian Greenwood – che siete emotivi dal cuore caldo.

Diversamente se la volgete a sinistra siete timidi e freddi.

Che dire…

… un basìn per tutti… e tutti un basìn per sogliolìn!!! :*

Diario | Commenti (38)

Soglio-snella

sabato, 9 Febbraio 2008 - ore 22:09

Mi hanno detto…

… che un organismo sogliolino sano necessita di un corretto apporto di liquidi.

Mi hanno detto…

… che bere correttamente significa ingurgitare due litri di acqua al giorno.

Mi hanno detto…

… che aggiungere qualche bicchierino alla dose giornaliera risana pure l’equilibrio psico-fisico di un killer.

Mi hanno detto…

… di bere piano, e non ne ho capito il motivo.

soglio-snella

Beh… che dire? Sono uno splendore!!! 😉

Diario | Commenti (47)

Cafénoir

giovedì, 7 Febbraio 2008 - ore 20:21

Tutti là, ordinatamente accomodati; spogliati unicamente di orologi fosforescenti, cellulari, accendini; neppure rischiarati dal tenue lume di una sola candela, all’oscuro da qualsiasi fonte luminosa: leds di macchinette del caffè, frigoriferi, stereo…; immersi totalmente nel buio più profondo, in un buio mai visto prima.

Voilà, la serata è servita: dalle ore 19 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano.

L’iniziativa è stata suggerita dai numerosi visitatori della mostra Dialogo nel Buio, allestita nel suggestivo palazzo sito nel pieno centro storico di Milano, in via Vivaio, 7.

Certo, all’ingresso, l’impatto con il “nulla” è di quelli che si ricordano per un pezzo! Gli ospiti, amabilmente accolti ed accompagnati per mano al proprio tavolo con premura e savoir faire, sulle prime appaiono intimoriti, mostrandosi persino incerti nelle affermazioni o domande più banali del tipo “ma non vedo proprio nulla… ” “e no, signore, siamo al buio!” “ma che cos’è?” “prego, si accomodi, è la sua sedia!” “chi c’è alla mia destra? E alla mia sinistra? Tu, di fronte, come ti chiami? Però… beh, il buio, forse non isola così tanto, riusciamo a conversare, a capirci, a conoscerci meglio.

E’ dunque la parola il più efficace mezzo di comunicazione, di relazione? Dall’entusiasmo e dal coinvolgimento del pubblico sembrerebbe proprio di sì.

Vero è che, dopo i momenti iniziali di separazione, di disorientamento, di stupore, il “vuoto infinito”, nel quale ci si è infilati, comincia a delinearsi ed a prendere forma, a materializzarsi, a riempirsi di cose, di oggetti, di suoni, di voci, di… persone.

Le mani, inizialmente esitanti per l’emozione, ora afferrano con presa salda piattini e bicchieri preparati con cura da Rosanna e colleghi, ora applaudono a ritmo la canzone richiesta eseguita dal pianista, ora si avventurano in una pacca sulla spalla del compagno più vicino, ora… si lasciano andare in una carezza sui capelli della fidanzata.

Si comincia solo adesso a comprendere che chi vive al buio, non si ritrova in un altro mondo, ma nel mondo di tutti, perchè di mondo ne esiste uno, e non uno di più. Superate le prime insicurezze, dopo quel timido approccio, accade che prende corpo un abbraccio, un bacio…

[…]

Il pubblico di Cafénoir è eterogeneo. Tutti, proprio tutti, entrano nel locale ognuno portando con sé la propria storia, il proprio passato, la propria individualità; diverse incertezze, svariati timori, molteplici aspettative.

Dentro, tutti, proprio tutti, vivono un uguale presente di scoperta e di riscoperta, di condivisione e di comune esperienza.

All’uscita, tutti, proprio tutti, salutano e se ne vanno ognuno portando con sé un uguale ricordo ed una fondata speranza.

Come dimenticare quella sera in cui si è toccato con mano che la vita, ciascuna vita, ha incondizionatamente gli stessi valori e pari dignità?

Come dimenticare che su questa stessa terra vivono persone che valgono non per quello che hanno, ma per quel che sono e pensano?

Ritornare di tanto in tanto con la mente a quella sera, potrebbe aiutare a ricordare che regalare o ricevere un sorriso è la vera speranza di vita: poco importa se alla luce o al buio.

(tratto da: www.istciechimilano.it)

Frammenti | Commenti (42)

My boss…

mercoledì, 6 Febbraio 2008 - ore 12:18

E così secondo un’indagine condotta da Accor Services il capo ideale degli italiani sarebbe un uomo con qualità simili a quelle di Gesù.

Ma io mi domando e dico…

… voi andreste a lamentarvi di un vostro collega avendo un capo come lui?

E quello vi risponde… emmmmmmbè??? – perché è così che vi risponde!!! – “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi vi percuote sulla guancia, porgete anche l’altra; a chi vi leva il mantello, non rifiutare la tunica. Date a chiunque vi chiede; e a chi prende del vostro, non richiedetelo”.

Insomma… arrangiatevi!

Io non credo che Gesù sia la scelta migliore… 😛

La seconda figura ad incarnare le caratteristiche del capo ideale, secondo l’opinione di ben oltre 20mila persone, è il profeta della non violenza Gandhi, che batte il rivoluzionario Che Guevara.

Beh, che dire… Gandhìn… te forse l’aumentìn suvvia… lo puoi concedere a noi poveri lavoratori, no?. Ti ta ma piass… vedi un po’ che puoi fare!!

Col Che invece non ci resta che dividere un bicchiere di vino con un panino… 😉

Sul podio salgono anche Giulio Cesare, Cleopatra, J.F. Kennedy…

Napoleone si accontenta di un settimo posto, Giovanna d’Arco è all’ottavo e Giuseppe Garibaldi al nono.

L’ultima posizione di questa curiosa classifica è stata conquistata da Elisabetta I…

… ma voi ve la figurate sua maestà con scettro e corona a regnare nel vostro ufficio??

Uhhhhhhhhhhh mamma!!!

Ma dite un po’… il vostro capo quanto è terribile rispetto a questi elementi? 😀

Diario | Commenti (36)

Candeline

lunedì, 4 Febbraio 2008 - ore 21:29

Nessuno,

nemmeno i poeti,

ha mai misurato

quanto un cuore

possa contenere.

(Zelda Fitzgerald)

Buon compleanno mamma! :*

Feste/ricorrenze | Commenti (38)