Che amarezza pensare a te solo ora, Giovanni Drogo, proprio adesso che la televisione cerca insistentemente di propinarmi il senso (giusto) della vita!
Quanto tempo ho lasciato andare nella memoria fors’anche a ricordare te…
Sto invecchiando e penso d’aver tempo infinito per noi…
L’ufficiale Giovanni Drogo al suo primo incarico uscito dall’accademia è mandato alla fortezza Bastioni, una fortezza al confine nord, una fortezza dallo strano fascino, lì gli ufficiali passano i loro migliori anni aspettando qualcosa, qualcosa che non avviene, sottovoce si dice che attendono l’invasione dei tartari dal deserto, una pianura avvolta nella nebbia che si estende dalle montagne alla fortezza, Giovanni appena arrivato pensa di restarci 4 mesi e poi andar via inventando una malattia, poi i 4 mesi diventano 4 anni alla sua prima licenza torna a casa e tutto è cambiato, sembra che il legame con la madre ormai si sia affievolito, i fratelli hanno una loro vita gli amici si sposano pensano alla carriera e la ragazza che poteva essere sua sta per partire e lui non ha tempo per parlare con lei di futuro, viene convinto dalla madre a raccomandarsi al generale per un trasferimento, e viene a sapere che alla fortezza devono dimezzare il personale, tutti lì hanno fatto domanda di trasferimento e lui è in svantaggio, ha una nota di demerito. Così gli anni di servizio alla fortezza diventano trenta e anche in lui c’è il richiamo di qualcosa di cui deve far parte, la speranza di una guerra che lo renda speciale, un eroe, resta lì non riesce più ad andar via si abitua alle regole, alla parole d’ordine, al passaggio degli ufficiali anziani che vanno via e poi quando a 50 anni si ammala ecco arriva la guerra. Da lontano si vede l’esercito nemico che si avvicina, dalla città arrivano i rinforzi, giovani che hanno vissuto la loro vita, con famiglia che ora hanno anche la possibilità di partecipare alla guerra da lui attesa 30 anni, e mentre i giovani salgono, lui scende in città mezzo morto, e muo re solo nella stanza dell’osteria ma non muore sconfitto, il destino ha voluto beffarlo, lui ha vissuto in attesa di vivere, adesso vivrà la morte, la accoglierà e sarà coraggioso nel passaggio ad una nuova vita. Sarà questo il suo atto eroico non riconosciuto da nessuno. Questo libro mi ha aperto gli occhi su una verità che conoscevo, ma che ogni tanto dimentico, in attesa che ci capiti l’occassione giusta, quella che darà la svolta alla nostra vita, bisogna vivere, non permettere che l’attesa diventi la nostra vita.
(Recensione di aivlis)
…già…
Eppure ci lasciamo spesso dominare dall’attesa di qualcosa che, molto spesso, non arriverà o non corrisponderà alle nostre aspettative.
Buona notte Sogliolìn
Sogliolìn, oggi sei ermeticamente letteraria
)
(ma non troppo… no, non per me, almeno
Un grande libro, un bel film (un po’ ansiogeno). Un’allegoria di vita che ognuno può leggere a suo modo. Già, Sogliolìn…
Son tornato ora da una cena, seguita da spiegazioni sulla meccanica quantistica, qualcosa che somiglia al Deserto dei Tartari.
E ora, smessi i panni professorali (!), smessi i panni tout-court, torno ad essere il solito marmottone paperato
Buonanotte, Sirenetta mia
Lo so… ma io continuo ad attendere la mia raffica di vento…
Io ci credo. E invecchio… invecchio credendoci e sperando d’aver ancora un poco di tempo…
E so che quando sarà ora, è così che me ne andrò. Ognuno è quello che è, del resto
Vi abbraccio!
Il fatto è che per accogliere il vento occorre esporsi, oltre ad aspettare.
Non sempre la raffica è quello che vogliamo… ma continuiamo a crederci
Buongiorno Sogliolìn!
Smack!
hahahahhahahhahahahahaha
Buongiorno meteorologi e non!
(MUAH!
)
ce l’ho ce l’ho quel libro
… pensare che domani dovrò prendere il treno… già mi pregusto l’attesa…
L’unica raffica che potrei accettare in questi giorni è quella di un vento sahariano… Ne ho basta di geloooooooo!!!
Ma anche se il mio corpo è semi-assiderato, il mio cuore è caldo e ti manda un pensiero primaverile e un baciotto.
Buon mercoledì, Sogliolìn
Sono d’accordo con la conclusione della recensione, la vita è adesso, in ogni istante, in ogni momento.
Buonavita a tutti
Mau non ha mai preso il treno… Mau non ha mai preso il treno!!!!
Adoro l’immagine del vento sahariano… è romantica!
Grazie Fire!
Manuelìn ok.. ok… ma il caffè???
Ghghghghghghhghghghghghghhg
IL Caffè
Basta poco che ce vo’
…beh, dipende…
è romantica solo se non ti va la sabbia negli occhi…
Accidenti!
Mio tutto miooooooooooooo il caffettìn!!!
Ora si va a mangiareeeeeeeeee
buon appetito
per essere precisi non ho mai preso un treno che sia partito o arrivato in orario
buona serata attendenti attendisti e attendati
Più vivi e più tocchi il tuo sogno…
Bacio ninnoso anche a te pesciolina
Mau non ha mai preso il treno? In effetti non è così facile, bisogna saper correre forte. E una volta che lo hai raggiunto come fai a prenderlo? Con il lazo?
…buonanotte, Sogliolìn!
…e buongiorno, Sogliolìn!
Stamattina ho la febbre… parlate piano, facile e pinno!
Buongiorno schifuso, mondo!
Mondo pinno, ci vuole una borsa del ghiaccio
Buon riposin
Manuelìn sono in ufficio!! Magari potessi fare il riposìn…
… mondo pinno!
Buon giovedì (anche se a quanto pare non è troppo “buono” )
Ma perché, quando chiudo le parentesi, mi mette sempre l’occhiolino???
Sembra quasi una presa per i fondelli!!!
Devi mettere uno spazio Fire… perchè ho programmato la parentesi come uno dei simboli delle faccine…
Non avevo abbastanza segni e caratteri… sono problemi tecnici…
…
…
Rimondo pinno!!! Accidenti all’ufficio
Spero che la febbre ti sia passata!
(a parte la febbre che non ho avuto, anche per me giornataccia infame… )
Buonanotte, Sogliolìn!
Bacioli
Oggi è il compleanno di mia madre Coyotìn e quest’anno per la prima volta da quando ho il blog ho deciso di eliminare i post d’auguri…
Non è stata una gran giornata… per l’influenza e tutto il resto ma è quasi sabato… mi rialzerò!
Bacio ninnoso