Blog » febbraio 2010


Il candore della colpa

domenica, 28 febbraio 2010 - ore 22:13

“La purezza è la capacità di contemplare la corruzione”

(Simone Weil, L’ombra e la grazia)

Non c’è nulla di più triste di non aver altro motivo per fare il proprio dovere del dovere stesso. Ché si può non avere il coraggio della propria coscienza quando si ha quello dell’onore – ma per ogni uomo che vive senza libertà, ognuno di noi deve sentirsi colpevole.

(Slideshows by: Photobucket)

Di me, Di voi | Commenti (26)

Morire in cinquanta lingue del mondo!

giovedì, 25 febbraio 2010 - ore 22:15

Ma avanti, di che stiamo parlando se non di un posto finestrino?

Ma certo… è tempo di scegliere. Di scegliere fashion! Perché noi “ci svegliamo a metà” col cellulare in mano… e alloraaaaaaaaaa!!!

“Sotto come va?” Bene! ;)

Tutti vogliono viaggiare in prima, ma noi si va in business – ché si muore una volta sola, pinnettìn!!

Diario | Commenti (29)

Quello che gli uomini…

domenica, 21 febbraio 2010 - ore 14:13

… non dovrebbero mai vedere!!

Carmela_Gualtieri

(Carmela Gualtieri – Grande Fratello 10)

La domanda è PERCHÉ?? …

… le donne si radono a fondo i baffi con una lametta mentre gli uomini si fanno la ceretta pure alle gambe?

ODDIOOOOOOOOOOOO!!! Salvatemi da questo scempio!!!

:D

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Sogliolina di casa!

venerdì, 19 febbraio 2010 - ore 22:19

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Sull’amicizia…

mercoledì, 17 febbraio 2010 - ore 10:51

“L’amicizia è una forma d’amore. [...] ha un forte contenuto etico. L’amicizia aspira a un ideale di perfezione morale.

Se questo è vero, ne deriva che noi sceglieremo come amici coloro che si comportano in questo modo perlomeno nei nostri riguardi, che si comportano moralmente bene con noi. Noi, a nostra volta, saremo scelti se ci comporteremo in modo analogo, se agiremo in modo che il nostro amico ritiene esemplare. Ciascuno, nei riguardi dell’amico, deve comportarsi in modo esemplare. [...]

Quanto detto significa che noi scegliamo, come amici, tutti coloro di cui abbiamo stima, coloro che ammiriamo?

Nient’affatto. Noi possiamo stimare una persona, ammirarla e, ciononostante, non diventare suoi amici e non desiderare neppure di diventarlo. L’amicizia non può esistere senza questa stima, non può esistere senza un reciproco comportamento morale. Però l’amicizia non è solo stima, non è solo ammirazione. E’ anche amore.

L’amicizia è la specifica forma di amore che ha, come suo oggetto, una persona che apprezziamo e che si comporta in modo eticamente corretto, perlomeno con noi.

L’innamoramento istituisce i criteri di giudizio rivelando il valore di ciò che è, qualunque cosa sia; è la rivelazione del valore di ciò che ci appare come oggetto del desiderio. Nell’amicizia, invece, i valori ci devono essere già. Certo, in un amico noi apprezziamo qualità, aspetti a cui non avevamo dato importanza e valore. Ma, socialmente, il valore preesiste. L’amico è colui che ce lo rivela, che si comporta in conformità con esso.

Dell’amato noi apprezziamo un movimento dei capelli, una smorfia, un capriccio. Dell’amico apprezziamo le buone qualità intellettuali, morali, la simpatia, la vivacità, la sollecitudine che ha per noi.

Chi diventa con certezza nostro amico? Colui che, a nostro giudizio, anche gli altri avrebbero dovuto apprezzare.

Amicizia è dare il dovuto, riconoscere una qualità, una virtù che era lì, perfettamente visibile, ma che gli altri non apprezzavano perché erano indifferenti o perché odiavano. L’amore per l’amico non ce lo fa stravedere, ce lo fa soltanto vedere; non ce lo fa sopravvalutare, ce lo fa soltanto giudicare equamente. I criteri di giudizio sono universali. Tutti, a parole, sostengono di rispettarli. Però non lo fanno. L’amico è colui che li rispetta nei miei riguardi, non li dimentica. Ed io faccio lo stesso per lui.

Amico è perciò colui che ti rende giustizia. Giustizia in un senso profondo, vitale. La vita stessa può essere giusta o ingiusta. L’amico che apprezza una tua qualità che nessuno aveva valorizzato, che ti stima per qualcosa che gli altri disprezzano, ti rende giustizia in questo senso profondo. L’amico è dalla tua parte, combatte per te e, se necessario, ti vendica. Per questo ti rende giustizia.

Per apprezzare una qualità ci vuole una disposizione benevolente. L’amico è benevolente. Vede ciò che siamo e ci aiuta ad essere noi stessi. Gli altri sono indifferenti. Il loro cuore è freddo e perciò, non vedono neppure che cosa siamo in realtà. Solo l’amico ci vede per ciò che siamo. Può avvenire che sia uno sconosciuto colui che ci rende giustizia, colui che viene verso noi tendendoci la mano. Costui allora, sia pure per un istante, è nostro amico.

Riconoscere un valore significa anche vedere all’interno. I valori non sono solo comportamenti, sono anche sensibilità, sfumature dell’animo. Ciò che dà all’amicizia il suo carattere disinteressato e sublime è il fatto che l’amico riconosce e dà valore anche a nostre virtù che non servono a niente. [...]“

(Francesco Alberoni – L’amicizia)

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